di Lucio Giuliodori
Mi sono appena visto su Youtube l’intervista che Antonello Piroso ha fatto a Franco Battiato nella trasmissione Niente di personale andata in onda lo scorso gennaio. Io dico solo una cosa: ma perché Piroso chiama Battiato se poi non è in grado di intervistarlo?!
A un certo punto gli ha chiesto: “ma l’ha trovato il Centro di Gravità Permanente?” Ma come si può fare una domanda del genere?! Io sono rimasto allibito, sconcertato. Fare questa domanda non presuppone soltanto l’assoluta ignoranza in materia ma oltretutto un enorme mancanza di rispetto per essa. Fare questa domanda significa non sapere minimamente cosa sia il Centro di Gravità Permanente. Che si vada a studiare Gurdjieff prima di porre questa domanda. Primo.
Secondo: da un punto di vista esoterico è, in quel contesto, una domanda di una maleducazione spropositata, messa lì, in mezzo ad altre domande qualsiasi. Ma oltre tutto gliel’ha chiesto come se niente fosse, e dalla faccia si vedeva benissimo che si aspettava addirittura una risposta!
La scena mi ha ricordato un altro episodio in cui Franco, qualche anno fa, era ospite a Domenica in, per presentare il suo nuovo singolo Strani giorni. Prima di iniziare a suonare la Venier gli chiede: “ma quali sono questi strani giorni?” Sul volto di Battiato apparve un sorrisetto emblematico, ma quella volta non ci fu risposta a seguirlo. La domanda era troppo… difficile…
Ma torniamo ora alla domanda di Piroso, Battiato risponde subito di getto dicendo : “e come no?!”, il tono è ovviamente scherzoso e le stesse parole sono accompagnate da un lieve sorriso. Se tutto finiva qua, era già grave ma Piroso è riuscito a fare ancora peggio, confermando e mostrando tutta la sua ignoranza. Alla risposta di Franco, gli ha appiccicato brutalmente quest’ altra incredibile domanda: “in cosa?” Ma come “in cosa”??!! Ma che significa “in cosa”??!!
“In cosa” è una domanda sbagliata! Non si può fare questa domanda e oltre ad essere sbagliata è inopportuna, è di un’invadenza inammissibile, è irrispettosa sia per la personalità che si ha di fronte che per la sacralità stessa della questione.
Insomma Battiato rimane immobile, lo guarda in silenzio per qualche secondo, come rimasto “stordito” dall’assurdità della domanda, poi si mette a ridere e, non sapendo proprio cosa dire e consapevole che ormai a quel punto qualsiasi risposta va bene per Piroso e il suo pubblico, dice: “è meglio non trovarlo!”
Incredibile…
Ok lasciamo stare la gravità… passiamo ad un’altra domanda “intelligente”, l’ultima dell’intervista per fortuna: “E ti vengo a cercare è una canzone che si rivolge al trascendente?” E Battiato: “senza dubbio”. E Piroso allora, con tono affermativo: “a Dio” – come se “Dio” e “il trascendente” fossero la stessa cosa… Battiato, secco e deciso: “Si!”. Avrà pensato: “così almeno la finiamo e lui è pure contento, tanto era sicuramente la risposta che voleva”. Sicuramente è la risposta che voleva Piroso ma altrettanto sicuramente non era quella esatta.
Quasi mi scordavo, prima di addentrarsi nella “teologia” più profonda, Piroso, purtroppo, sfodera ancora tanta fantasia e tanta acutezza… Sono altre due le domande “difficili”. Ecco la prima: “in una canzone dice che preferisce l’insalata a Beethoven ma poi ha fatto un film su Beethoven, non c’è contraddizione?”
Io, ora… vorrei dire solo una cosa semplicissima: avendo l’occasione di avere di fronte a te Battiato, con tutto quello che gli puoi chiedere, data la sua levatura spirituale e artistica ma come puoi fare una domanda simile? Come, Piroso come? Perchè Beethoven e l’insalata? Perché?
Battiato è uno di quei pochi musicisti famosi che ha intrapreso una Via di crescita spirituale da anni, ne avrà viste e fatte di tutti i colori, avrà alle spalle delle esperienze indicibili al limite dell’immaginabile e del comprensibile – e chi ha intrapreso un Via, sa benissimo di cosa sto parlando - e di fronte a tanta saggezza accumulata, di fronte ad anni ed anni di serio impegno esoterico verso il raggiungimento della Consapevolezza.. ma come si può fare una domanda simile?! Come si può???
Avrà scritto centinaia di canzoni, in ognuna di esse gli spunti di riflessione si rincorrono, i riferimenti culturali si perdono a vista d’occhio per formare una ricchezza di stile e contenuti mai visti prima, la densità filosofica di alcuni pezzi è addirittura imbarazzante per la musica stessa, non proprio abituata a tale peso di significati.
Ma poi, analizziamo il “senso” della domanda: questo dubbio sulla contraddizione, se c’è o meno. Ma se anche ci fosse? Ma allora? Ma qual è il problema?! Ma a Piroso non gliel’ ha detto mai nessuno che la contraddizione è una categoria del pensiero cha ha da sempre frequentato sia l’arte che la filosofia?
Eraclito gli direbbe che svela proprio il senso dell’esistenza stessa, Florenskij gli farebbe eco e pure Nietzsche sarebbe pienamente d’accordo, pur partendo da presupposti diversi. Per non parlare di Sgalambro. O Cioran. O Pessoa. O chi più ne ha, più ne metta. E in pittura la contraddizione? Che dite, ce ne sarà un po’? Mah, chi lo sa… Tu che dici Piroso, forse un pochino nel Surrealismo magari, così a occhio e croce, senza essere un esperto in materia s’intende!
Mah…
La seconda domanda: “La nostra società, l’Italia, dove c’è molta spiritualità” – Battiato lo interrompe ridendo e dicendo: “pochissima, pochissima..” ma lui, nemmeno lo ascolta e riprende: “ieri Piazza S. Pietro era piena di persone per esprimere solidarietà al papa” – come se quella fosse spiritualità…. - “ che non ha potuto parlare in un’Università…” – e ci mancherebbe altro! – “Lo ha preso come un buon segnale questa manifestazione a favore del Santo Padre, oppure, se vuole… Come ha giudicato il fatto che non ha parlato, abbia rinunciato a parlare in Università perché gli era stato detto di non farlo in sostanza?” Battiato ridendo e anche qui “disturbato” dalla pochezza della domanda: “E’ complessa la cosa, molto complessa, ho un’idea ben precisa che non mi sento di dire…”
E Piroso subito, con il suo savoir faire: “sa, domandare è doveroso, e rispondere…” E Franco: “Ho delle idee molto nette, non pensi mica che ho dei dubbi, ma siccome non voglio scandalizzare e oggi c’è bisogno di tranquillizzare le cose, perché ripeto… gli ipocriti, gli opportunisti sono tanti, e pensano come nelle guerre di calcio, che sia questione di partiti… Gli studenti che saltano per la gioia di… I Cattolici che saltano per la gioia di…. No… Non sono d’accordo. Sto da un’altra parte in quel senso”.
In questa risposta c’è molto “corpo”… Intanto c’è eleganza e superiorità morale, qualità che Piroso sembra invece avere nella loro accezione contraria. Ma la cosa che mi ha colpito di più è la generosità insita in questa risposta. Se avesse risposto avrebbe certamente scioccato. Ma chi? La maggior parte della gente, quella che magari sta dalla parte del papa, o quella che magari sta dall’altra parte, entrambi i partiti insomma. Friedrich Nietzsche si firmava “l’inattuale”, perché sapeva che non era compreso, che il suo pensiero era troppo avanti per i suoi tempi. A più riprese – e la storia gli ha dato poi ragione - disse che l’avrebbero studiato molto in futuro ma ai tempi suoi solo in pochi lo avrebbero compreso, anzi “in pochissimi”, come è scritto all’inizio de L’Anticristo. Nietzsche però era “una dinamite”, come lui stesso amava definirsi, e tutto quello che aveva da dire lo diceva. Per questo aveva allora poco seguito.
Quello che voglio dire è che il grande Franco ha preferito dare un’ “altra” risposta, per non allontanare la maggior parte della gente – entrambi i partiti – dalla verità. Per non spaventare, perché si sa, scoprire la verità non è sempre un’esperienza “festosa”, un’esperienza cioè condivisibile. Nel Mito della caverna di Platone, quando il filosofo torna giù a raccontare a tutti che esiste un sole fuori della caverna, nessuno lo crede ma tutti lo deridono e rimangono tutti dentro la caverna, al buio, dove sono sempre stati. E forse dove è giusto che rimangano ancora.
Per chi è abituato, il sole riscalda ma per chi non l’ha ancora mai visto, il sole, così a freddo, senza prepararsi o incremarsi prima, può perfino bruciare. O addirittura accecare. Gli esperti sanno bene che per gli antichi, il mito non era una storiella fantasiosa ma la fonte di una verità segreta. Segreta ed occulta quanto la Via che porta ad essa. Nata ben prima che inventassero i papi e le chiese, caverne contemporanee con ombre di buio medievale, manicomi appesi alle belle parole, così invadenti e pompose da coprire secoli di sangue, torture, guerre e morte. Sono loro che hanno inventato l’inferno. La Conoscenza, l’Arte e le Vie Iniziatiche, sono ben altra cosa e questo Battiato, credo lo sappia abbastanza bene. Il problema però, è spiegarlo a Piroso.





























